Capitalizzare l’oggi per costruire il domani

“Dialogare, discutere, costruire”. Questo l’input che ci arriva dal presidente dell’AIIC, Lorenzo Leogrande che, nel presentare i lavori del XVII Congresso nazionale dell’ingegneria clinica pone l’accento su una questione di grande interesse offrendo un punto di vista tanto originale quanto a nostro avviso capitale: parlare di tecnologia come di una risorsa (indiscutibilmente preziosa) capace di ampliare le possibilità di cura del prossimo futuro è davvero l’unica cosa che conti? Il ragionamento di Leogrande attiene principalmente alla delicata questione del governo di queste tecnologie, ma le sue riflessioni rimandano a un orizzonte più ampio inducendoci a proporre un risoluto ‘no’ come risposta. Intendiamoci, parlare di innovazione come di un ponte essenziale tra il nostro ed uno dei futuri possibili per il sistema sanitario è senz’altro necessario, ne siamo naturalmente tutti convinti.

Si tratta, senza mezzi termini, di un esercizio che si compone di un’efficace capacità di proiezione e di un lodevole senso di responsabilità (civile e professionale) che non esiteremo a definire fondamentale per il comparto e per le future generazioni, ma questo sforzo (da qui la nostra riflessione) rischia di mettere in subordine una considerazione altrettanto vitale: “le tecnologie sono soprattutto l’oggi” e pertanto è imperativo riflettere sul fatto che queste, soprattutto se ci riferiamo alla cosiddetta ‘alta complessità’, non sono sempre note o disponibili in tutte le realtà del nostro Paese. Possiamo, oggi, parlare di un’avanguardia (tecnologica) trasversalmente acquisita?

La risposta, anche in questo caso, è purtroppo un secco ‘no’. Consci di questo stato di cose, occorre quindi operare per superare questo gap, discuterne, soffermarsi sulle grandi performance di queste innovazioni, conoscerle a fondo e promuovere un ampio confronto che definisca linee guida condivise, modelli chiari e uniformi, capaci di generare soluzioni credibili (ed efficaci) per il sistema-salute in cui viviamo e operiamo. Occorre quindi, ed è qui che il nostro pensiero si congiunge nuovamente con quello di Leogrande, ragionare sulle possibilità di oggi aprendo un tavolo di lavoro (permanente) serio, esteso a tutti i professionisti della sanità e favorito da supporti divulgativi adeguati. Un dialogo costruttivo, insomma, che parta dalla capitalizzazione delle esperienze di oggi per costruire le soluzioni di domani.
Buona lettura.