Nanomateriali ed effetti sulla salute umana

Il termine “nanomateriali” si riferisce a materiali che hanno almeno una dimensione (altezza, larghezza o lunghezza) inferiore a 100 nanometri (10-7 metri), pari circa alla dimensione di una particella virale (Figura 1).

I nanomateriali sono particelle piccole, ma con un grande potenziale, a cui sono legate preoccupazioni (altrettanto grandi) inerenti ai possibili rischi per la salute e la sicurezza. In molti luoghi di lavoro, infatti, i nanomateriali si utilizzano, manipolano e trasformano. Occorre quindi prestare una particolare attenzione alla gestione dei rischi che li riguardano


Questa dimensione particolare, che rientra tra i singoli atomi e le loro controparti di materiali sfusi, rappresenta una caratteristica importante dei nanomateriali fabbricati (MNM). Alcuni nanomateriali sono presenti in natura (ad esempio le particelle che costituiscono il polline), altri possono essere una conseguenza non intenzionale di attività umane (ad esempio i prodotti della combustione) mentre altri ancora sono prodotti artificialmente (ad esempio il biossido di titanio). Grazie alle loro limitatissime dimensioni, i nanomateriali presentano proprietà fisiche, chimiche, elettriche e meccaniche particolarmente adatte a molteplici utilizzi. Essi presentano proprietà diverse da quelle degli stessi materiali in scala più grande, non solo per le dimensioni, ma anche per alcune caratteristiche fisiche o chimiche (come ad esempio la forma e l’area superficiale) che permettono di offrire nuove entusiasmanti opportunità in diversi settori tra cui la medicina e i prodotti farmaceutici, solo per citarne alcuni.


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