Largo agli esempi virtuosi

Chi ha detto che in Italia non si investe in sanità? La bella notizia, e ci piace riportarla, arriva da Napoli e riguarda lo stanziamento di fondi per la costruzione del nuovo ospedale di Fuorigrotta. Per chi non fosse pratico dell’hinterland napoletano si tratta di una zona periferica nota ai più per la collocazione del stadio San Paolo, celebrato palcoscenico delle prodezze calcistiche del Napoli di Serie A. La notizia della costruzione del nuovo presidio ospedaliero è una buona notizia per diversi ordini di fattori, primo tra tutti quello che evidenzia una virtuosa inversione di tendenza: investire in sanità, oggi, si può (e si deve). Il Nuovo Ospedale San Paolo, che prenderà il posto – lo anticipa Il Mattino – dell’attuale nosocomio di via Terracina, valutato a più riprese non riqualificabile né restaurabile, sarà edificato grazie ad uno stanziamento di 74 milioni di euro, 70,3 dei quali arriveranno dallo Stato e verrà (presumibilmente, ce lo auguriamo) completato entro il 2024. Sette anni di lavori che varranno la costruzione di un presidio avveniristico, altamente qualificato e tecnologicamente all’avanguardia, capace di rispondere in maniera efficace alle esigenze del territorio. Di informazioni, il quotidiano di Napoli, ne fornisce altre. L’area individuata per la costruzione, ad esempio, che è molto vasta e misura 87mila metri quadri, si trova a ridosso del quartiere Bagnoli e ospiterà, a lavori ultimati, una struttura che conterà 200 posti letto ad alta tecnologia. Quel che sorgerà a Fuorigrotta quindi sarà un fiore all’occhiello per Napoli, un orgoglio per la Regione Campania e un esempio (da seguire) per tutte le regioni italiane nelle quali gli investimenti sono spesso (troppo spesso) congelati a fronte di stringenti vincoli di spesa. Il problema, lo capiamo benissimo, non è di facile soluzione e lungi da noi è il farci portavoce di soluzioni semplicistiche, ma vorremmo tuttavia tornare ancora una volta a ribadire un concetto semplice: la crisi di risorse c’è e pesa sulle casse dello Stato e delle Regioni, ma investire in soluzioni concrete e funzionali è ancora una volta la strada maestra per uscire da un impasse che rischia seriamente di mandare in testacoda il sistema salute del nostro Paese. In quel che accadrà a Napoli vi troviamo quindi un germoglio di speranza e un barlume di saggezza: una chiara dimostrazione che anche nella nostra, povera, Italia pensare in grande si può (e si deve). Per il bene di tutti. Buona lettura.