Noi, anestesisti in trincea, decidiamo il meglio in una manciata di secondi

Bisogna fare cultura su chi, come noi anestesisti rianimatori, si trova tutti i giorni in trincea di fronte a decisioni da prendere nell’immediato. Siamo noi a dover stabilire se fare o non fare una trasfusione ad un paziente testimone di Geova,

La figura dell’anestesista è di cruciale importanza in ambito sanitario e a rivendicare la centralità, e la delicatezza del ruolo ci ha pensato AAROI-EMAC che ha recentente organizzato un evento di formazione e aggiornamento a Roma: ecco quali sono stati i punti cardine della discussione ripercorsi in questa intervista al prof. Mariangeli, direttore dell’Istituto di Anestesia e Rianimazione dell’Università dell’Aquila  +

oppure se staccare o meno la spina ad un altro che si trova magari nelle stesse condizioni di Dj Fabo. E mentre i tribunali spesso impiegano anni per giudicare le nostre azioni, noi siamo obbligati a decidere il meglio per i nostri pazienti in una manciata di secondi. A parlare è il professor Franco Mariangeli, direttore dell’Istituto di Anestesia e Rianimazione dell’Università dell’Aquila, intervistato in occasione del Meeting di formazione e aggiornamento (di cui sarà presidente) dal titolo Saqure (SAfety, QUality, REliability), organizzato dal sindacato degli anestesisti e rianimatori italiani dell’AAROI EMAC. L’evento si è svolto a Roma lo scorso maggio e quella che è emersa è una discussione interessante che ha toccato molti temi. Seguiamo quel che ci ha detto il professore.


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