L’atteso cambio di passo

Promuovere una maggiore diffusione dell’innovazione è un valore che spesso, e convintamente, ci siamo trovati a sostenere a chiare lettere. Del resto, noi che ci poniamo come attenti osservatori del comparto (e delle sue evoluzioni) abbiamo più volte raccontato di come la ricerca e l’innovazione tecnologica rappresentino dei valori aggiunti inconfutabili per professionisti e per pazienti. Ecco perché investire in tecnologia, lo abbiamo detto e lo ripetiamo con forza, deve svincolarsi dalle mere logiche di costo. È in quest’ottica che accogliamo come una bella notizia quella che ci arriva dal MISE che con una circolare chiarisce che gli investimenti in beni strumentali previsti nella cosiddetta Sanità 4.0 rientrano nell’ambito di applicazione dell’iperammortamento. “Il provvedimento – precisa il Ministero dello Sviluppo Economico nella sua nota – è stato emanato per rispondere alle richieste delle imprese che investono in un settore ad alto potenziale di innovazione tecnologica. È infatti indispensabile assicurare, anche in ambito sanitario, elevati standard tecnologici attraverso l’utilizzo di sensori interconnessi, intelligenza artificiale, telecomunicazioni, capacità di calcolo e big data”. “Indispensabile”, sottolinea il Ministero e su questo punto non potremmo essere più d’accordo. Da anni infatti assistiamo ad un’Italia inchiodata alla sconfortante dinamica del ‘vorrei ma non posso’: la ricerca tecnologica va avanti mentre il sistema sanitario spesso non trova i fondi per dotarsene. Grandi tecnologie che rimangono, così, costosi esercizi di ‘stile’ e, aggiungiamo senza timore di essere smentiti, ‘occasioni perdute’. Ben venga quindi un cambiamento di prospettiva. L’obiettivo della circolare è quello di accompagnare l’efficientamento delle attività nella salute con una maggiore diffusione dell’innovazione nella gestione informatizzata dei dati clinici del paziente, del monitoraggio medico e nell’impiego di sistemi robotizzati in sala operatoria. A tal proposito, il Ministero elenca quindi i beni agevolabili come le grandi apparecchiature sanitarie per la diagnostica per immagini (TAC, RMN), per la medicina nucleare (PET, SPECT), per la radioterapia e la radiochirurgia, nonché i sistemi per la chirurgia robotica, le stampanti 3D utilizzate in ambito odontoiatrico e gli investimenti necessari in software per l’implementazione della cartella clinica elettronica. Il nostro auspicio è che questo non sia che il germoglio del cambio di prospettiva che ci permetterà di costruire un futuro in cui le tecnologie siano abilitanti e ci conducano ad una equità d’accesso e a una salute migliore, diffusa e universalista.

Buona lettura.