Neuronavigazione

Tutt’altro principio, ma importante novità in tema di imaging sono i sistemi di navigazione intraoperatoria. Particolarmente utilizzati nelle tecniche neurochirurgiche per gli evidenti benifici che più avanti analizzeremo, questi sistemi implicano un approccio che, grazie all’implementazione di una tecnologia largamente utilizzata in ambito civile, militare e commerciale, consente oggi di eseguire alcuni tipi di interventi con un’accuratezza e una precisione non possibile in precedenza. La navigazione intraoperatoria non è altro che la riproduzione all’interno della Sala Operatoria della navigazione satellitare già utilizzata nei settori della movimentazione e del trasporto terrestre, marittimo, o aeronautico. In questo caso esiste una mappa sulla quale si muovono i mezzi (gli strumenti), frutto dell’anatomia acquisita attraverso le tecniche di imaging diagnostico (RMN, TAC).

Una menzione a parte merita una delle tecniche di imaging più promettenti: la neuronavigazione. I sistemi di navigazione intraoperatoria rappresentano infatti uno strumento d’avanguardia capace di offrire molti vantaggi sia per i pazienti sia per i professionisti in sala operatoria. Entriamo nel merito

Ciò avviene grazie al navigatore che, acquisite le mappe, non fa altro che riconoscere, attraverso dei “satelliti” presenti a ridosso del campo operatorio, la posizione degli strumenti marcati all’interno del campo stabilito dei riferimenti fissi e dopo aver eseguito una calibrazione pre operatoria dell’intero setting.


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