Stenosi aortica e TAVI

La stenosi aortica è una malattia tanto diffusa quanto sottovalutata. Il mancato intervento appropriato può avere un esito funesto, con degenerazione della malattia che può causare la morte nel 50% dei casi a distanza di tre anni dalla diagnosi. Ma che cos’è la stenosi aortica, questa patologia tanto pericolosa e non adeguatamente considerata, i cui sintomi vengono spesso imputati erroneamente al naturale processo d’invecchiamento? Si tratta di una cardiopatia, dovuta a diverse cause, tra le quali: patologie congenite o particolari conformazioni della valvola nativa, tipo la bicuspidia; malattie reumatiche e degenerazione calcifica. Quest’ultima, che è la più frequente, compare mediamente dopo i 65 anni, ed è normalmente correlata al processo d’invecchiamento dell’organismo.

Ogni anno in Italia si effettuano circa 17.000 interventi di sostituzione valvolare aortica. Quella che vi proponiamo in questo approfondimento è una tecnica sempre più diffusa, si chiama TAVI, e si applica con successo negli interventi a pazienti con stenosi aortica. In questo studio esaminiamo la procedura, declinandone caratteristiche e vantaggi

In generale, con la stenosi aortica si verifica un’apertura non completa della valvola aortica, la quale impedisce il passaggio del sangue dal ventricolo sinistro all’aorta ascendente durante la sistole prima di immettersi nel sistema arterioso. L’apertura non completa della valvola obbliga il ventricolo sinistro ad aumentare la propria pressione di spinta con conseguente ipertrofia della parete cardiaca.


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