TRAPIANTO DI RENE, ALL’OSPEDALE SAN SALVATORE ARRIVA IL ROBOT ‘DA VINCI’

A L’Aquila si è recentemente aperto un nuovo corso della chirurgia robotica applicata al trapianto di rene. L’introduzione del robot segna indiscutibilmente una svolta importante nell’attività della trapiantologia non solo della città, ma di tutta la Regione. L’uso della robotica nel campo dei trapianti di rene è infatti l’ultima delle applicazioni del da Vinci, acquistato dalla Asl ed entrato in funzione oltre un anno fa per essere utilizzato prima nell’urologia e a seguire nella chirurgia d’urgenza addominale (fegato e pancreas). In poco più di un anno sono stati 200 gli interventi compiuti con robot nelle diverse specialità. Ma entriamo nel merito di questa operazione che viene descritta nel dettaglio da alcuni articoli di approfondimento. L’organo viene prelevato dal donatore per via laparoscopica (con piccole incisioni anziché apertura totale) attraverso il fianco, senza entrare nella cavità addominale e poi estratto con un’incisione di pochi centimetri nella regione inguinale. Con questa tecnica mininvasiva si riducono di molto i danni biologici rispetto alla procedura tradizionale. Contemporaneamente alla fase di estrazione del rene dal donatore una seconda équipe interviene con robot sul ricevente per preparare la sede in cui reimpiantare l’organo. Tramite un’incisione di 5 centimetri sopra al pube il rene prelevato viene posizionato all’interno della cavità addominale, lateralmente alla vescica. Il robot chirurgico consente infine di eseguire queste procedure con movimenti molto precisi e con maggiore rapidità, grazie anche alla visione delle immagini molto ingrandita rispetto alle dimensioni normali. Impatto positivo anche sui tempi di recupero post intervento per il paziente che risultano essere molto ridotti.