Il valore del non accontentarsi

Chiarezza espositiva, rigore metodologico. Originalità. Esportabilità al contesto. Questi i pochi, ‘semplici’, criteri che incarnano lo spirito con il quale verranno assegnati i premi del Challenge 2019 targato AIIC. HTA, Gestione delle tecnologie, ICT, Health Operations/Project Management, Gestione del rischio clinico, Sviluppo di tecnologie e dispositivi per la salute, Progettazione funzionale, Assistenza domiciliare e Tecnologie per il territorio. Otto le categorie ‘in gara’ e tante le proposte su cui riflettere. Ma senza nulla togliere all’attenzione dovuta ai progetti, credo sia interessare soffermarci su un ragionamento preliminare. Il premio indipendente lanciato dall’AIIC nasce con il lodevole intento di raccogliere progetti, esperienze e soluzioni in grado di contribuire ad affrontare in modo innovativo e concreto i problemi della sanità ma, a mio avviso, il vero valore dell’iniziativa degli ingegneri clinici è da ricercarsi altrove. Già, perché anche quest’anno il Challenge si propone soprattutto come stimolo alla circolazione di idee, come sprone a migliorarci, come invito a non fare solamente il meglio che possiamo nella situazione che troviamo, ma a metterci in prima persona a promuovere un cambiamento positivo nel (possibilmente prossimo) futuro. È, in ultima analisi, un invito a non fermarci. I 162 progetti pervenuti sono chiaramente la voce di un mondo di professionisti che non vuole accontentarsi, che dice ‘possiamo fare meglio’ e che si mette in prima linea per farlo. In quest’ottica si inquadrano perfettamente le parole del presidente AIIC, Lorenzo Leogrande che, a ragione, si dice particolarmente orgoglioso dell’iniziativa: “Crediamo – spiega Leogrande – che la necessità di condividere e confrontare i tanti progetti esistenti ed emergenti nel mondo dell’innovazione tecnologica healthcare sia un valore per tutto il Sistema sanitario, soprattutto quando queste proposte sono frutto della collaborazione tra i nostri ingegneri clinici e biomedici, il mondo della ricerca universitaria e le tante startup che rappresentano una miniera di intuizioni concrete e rispondenti a problematiche reali”. Tutti insieme, quindi, e noi non possiamo far altro che tributare loro il giusto riconoscimento e augurargli un buon lavoro.

Buona lettura.