Tecnologie, accessibilità, esiti

Negli anni scorsi l’Associazione Italiana Ingegneri Clinici si è interrogata su tanti aspetti emergenti e critici del nostro SSN. Nell’ultima edizione del nostro Convegno nazionale, ad esempio, abbiamo lavorato sull’ampia offerta di soluzioni tecnologiche complesse e all’avanguardia che registriamo nel ’healthcare’, soluzioni che non sempre sono disponibili nelle strutture italiane. Quest’anno vogliamo invece mettere a fuoco il tema del ‘valore’ della sanità italiana: una scelta effettuata per garantire uno sguardo trasversale sulla qualità dell’innovazione tecnologica, sull’universalità delle prestazioni, e sull’importanza di porre attenzione sugli effetti output delle prestazioni”. È così che Lorenzo Leogrande, presidente dell’AIIC, illustra il ragionamento che si pone alla base del XIX Convegno AIIC, (Università degli Studi Magna Graecia, Catanzaro-Germaneto dal 16 al 18 maggio) che avrà come titolo ‘Tecnologie, accessibilità, esiti: l’ingegneria clinica per una sanità di valore’.

Il mondo dell’ingegneria clinica si ritrova per una tre giorni congressuale dove si discuterà del presente e del futuro di una professione sempre più strutturale per i nostri ospedali. Il governo delle tecnologie e l’ottimizzazione dei sistemi saranno quindi il fulcro di un congresso stimolante che ospiterà anche la premiazione della prestigiosa seconda edizione del Challenge promosso da AIIC

Un appuntamento importante per i professionisti, ma anche un convegno “al Sud” che porta in sé “un forte significato di ripresa e rinascita territoriale”, come sottolineano Carmelo Minniti ed Aldo Mauro, presidenti del Comitato Organizzatore dell’evento, “Ed è un significato che abbiamo deciso di esprimere anche con la figura del ‘cavatore’, uno dei simboli di Catanzaro, che vuole rappresentare l’immutata forza e volontà del popolo italiano di rimboccarsi le maniche e di mettersi al lavoro per ridare valore al diritto alla salute”. Un impegno etico e professionale quindi che trova spazio in tutto il Convegno, precisano i due responsabili scientifici del programma, Giovanni Poggialini e Giulio Iachetti, “che è progettato secondo un approccio di ‘Value Based Healthcare’. Questo sguardo ha delineato tre percorsi che guideranno le sessioni scientifiche del Convegno nazionale AIIC: ‘Value Based Helthcare Procurement, Value Based Health Operations Management, Value Based Health Techology Maintenance’. Sono il fil rouge di tutte le sessioni e crediamo di aver in questo modo offerto ai colleghi ed agli operatori un’occasione di autentica riflessione innovativa sull’insieme delle problematiche che riguardano la professione e il SSN”. Oltre dieci mesi di lavoro – le prime riunioni del Comitato direttivo dell’Associazione per mettere a fuoco i temi convegnistici sono dello scorso luglio – sono serviti per mettere a punto un programma congressuale ricchissimo che vede oltre 40 sessioni (tra plenarie e parallele) approfondire i legami tra valore, qualità e accessibilità. A queste si aggiungono poi i 14 corsi di formazione proposti nelle sessioni del 15 e del 18 maggio (su macro tematiche riguardanti: Codice Appalti, Health Operations Management, Health Information & Comunication Technology, Health Design, Medical Devices Regulation, Health Project Management, Soft Skill) e una serie di eventi collaterali che interesseranno la città di Catanzaro e la stessa sede universitaria. Come viene declinato nell’agenda dei lavori il tema del ‘valore della sanità italiana’ nel suo rapporto con accessibilità e tecnologie? “Per noi – precisa Lorenzo Leogrande – le tecnologie healthcare devono essere abilitanti per un’equità d’accesso e per esiti che conducano ad una salute migliore, diffusa e universalista, superando le secche di una visione puramente economicistica dei servizi, che non permette di cogliere il valore complessivo dei servizi. Piuttosto il futuro della salute dei cittadini passa attraverso la valutazione concreta degli esiti dei percorsi terapeutici, soprattutto se questi hanno una forte componente tecnologica che permette valutazioni chiare e oggettive”. Sui tre temi forti del Convegno si concentrerà quindi la sessione magistrale che apre i lavori, ‘Innovazione, sicurezza e sostenibilità, tre prospettive che fanno salute’ che vedrà intervenire tre nomi importanti come Eugenio Guglielmelli (Università Campus Biomedico), Rocco Bellantone (preside Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) e Giuseppe Lucibello (direttore generale INAIL); a seguire ecco anche il dibattito inaugurale su ‘Garantire l’accessibilità delle cure per una sanità di valore’ (ore 11:00) a cui sono parteciperanno alcuni tra i protagonisti del dibattito nazionale sulle politiche sanitarie, tra cui Barbara Mangiacavalli (presidente FNOPI), Nino Cartabellotta (Fondazione GIMBE), Roberto Messina (Senior Italia Federanziani) e Thomas Schael (Subcommissario per la Sanità in Calabria). La riflessione sul sistema italiano di HTA e sulla sua cabina di regia avrà naturalmente un ruolo fondamentale nel programma (‘Programma Nazionale HTA: confronto tra le Istituzioni e il contesto internazionale e regionale’, venerdì 17 maggio, ore 9:00), anche con il seminario internazionale di sabato 18 maggio, ‘HTA e Ingegneria Clinica: vero traino della creazione di valore nei Sistemi Sanitari emergenti’, che metterà a confronto le esperienze di gestione di tecnologie biomediche in paesi emergenti e in via di sviluppo (Africa Sub- Sahariana, Arabia Saudita, Palestina, Algeria, Paraguay). Ampio spazio sarà offerto nel Convegno anche ai temi della digitalizzazione della sanità (ecco due delle sessioni dedicate: ‘Health 2.0. Tra promesse, realizzazioni e possibili rischi’ – venerdì 17 maggio, ore 14:30; ‘Big data: strumento di governo, pianificazione e sostenibilità del sistema sanitario e delle tecnologie biomediche’ – venerdì 17 maggio, ore 9:00), con confronti tra progetti, esperienze regionali, aziende, istituzioni. Da ultimo vale la pena sottolineare il nuovo successo per l’Health Technology Challenge promosso dall’AIIC, il concorso per idee a forte impatto di innovazione in sanità i cui migliori lavori verranno premiati a Catanzaro. I progetti pervenuti presso la Segreteria del Premio 2019 hanno superato la cifra raggiunta lo scorso anno “a conferma”, ha commentato Giovanni Poggialini, uno dei presidenti del Convegno di Catanzaro, “che l’intuizione di far emergere progettualità concretamente utili per la sanità italiana ha una sua forte attrattività soprattutto se richiama l’attenzione del vastissimo mondo che si rifà all’ingegneria clinica e biomedica, nei suoi rapporti con le università e le startup”. Anche quest’anno la Giuria HTC è presieduta da Marcella Marletta (direttore generale dispositivi medici e servizio Farmaceutico del Ministero della Salute) e giudica i lavori secondo tre semplici criteri di valutazione: robustezza della stesura, chiarezza espositiva e rigore metodologico; originalità e innovatività; applicabilità alle strutture sanitarie ed esportabilità al contesto. Insieme al dirigente del ministero la Giuria vede la partecipazione di esperti di settore tra cui Pietro d’Errico (presidente SIHTA), Marco Marchetti (ISS), Fabio Faltoni (Confindustria Dispositivi Medici), Francesco Gabbrielli (direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e Nuove Tecnologie Assistenziali, ISS), Giuliano Pozza (presidente AISIS Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità), Fernanda Gellona (direttore generale Confindustria Dispositivi Medici) e Simona Serao Creazzola (presidente SIFO).