Il futuro che verrà

C’è vero progresso quando i vantaggi di una tecnologia divengono per tutti”. Niente come il celebre aforisma di Henry Ford descrive la profonda riflessione al centro di un recente spot che promuove l’uso della tecnologia 5G. ‘Il futuro è oggi’, sembra suggerirci la breve storia che ha per protagonista il noto cardiochirurgo Francesco Musumeci, volto della campagna, che, grazie a nuove tecnologie, ci proietta (in questo caso anche ‘letteralmente’) in un mondo di possibilità fino ad oggi impensabili. Il bello della faccenda è tutto qui: la connessione di ultima generazione messa a supporto dei professionisti della salute diverrà uno strumento trasversale (e universale) capace di accorciare distanze e offrire le migliori possibilità diagnostico-terapeutiche ad una sempre più ampia platea di pazienti. Il fine, tanto entusiasmante quanto ambizioso, è quello di superare le logiche di prossimità rendendo accessibili professionalità e competenze ben oltre i confini della singola realtà ospedaliera. Il fine è superare le barriere. Insomma, si celebra una tecnologia che renderà più accessibili tutte le altre. Quello descritto nello spot è un futuro ancora lontano, si intende, ma si tratterebbe della realizzazione di un sogno: costruire un sistema sanitario ‘in rete’, grazie al quale avvicinarci ancor di più al concetto di universalismo delle cure. È lo stesso Musumeci a sottolineare l’importanza cruciale di questo passaggio in una lunga intervista concessa al quotidiano ‘La Repubblica’. Già oggi, spiega Musumeci, le possibilità offerte dal progresso della tecnologia sono significative, basti pensare alla robotica (“Grazie ai robot ci sono numerosi vantaggi: si può ingrandire fino a 10 volte la zona di interesse e si possono effettuare movimenti con le braccia meccaniche più precisi e raffinati. Inoltre il robot, a differenza dell’uomo il cui polso permette solo movimenti limitati, può ruotare a 360 gradi”, dal quotidiano ‘La Repubblica’), ma il passo che stiamo per fare attiene alla possibilità di ‘mettere a sistema’ grandi ospedali e realtà ospedaliere più periferiche. “Cambierà tutto”, afferma un entusiasta Musumeci, accorciando la distanza tra medico e paziente e realizzando operazioni complesse con professionisti connessi (potenzialmente) da ogni parte del mondo. Quello in cui stiamo entrando è anche, e ci piace sottolinearlo, un futuro in cui la tecnologia consentirà anche un monitoraggio costante. “Grazie all’Intelligenza Artificiale e ai Big Data – prosegue Musumeci, sempre nella sua lunga intervista a ‘La Repubblica’ – noi possiamo essere di maggior aiuto alle persone. Ad esempio nel mio campo: un cardiopatico o un paziente diabetico deve tenere sotto controllo numerosi parametri. Con il 5G sarà possibile monitorarli a distanza grazie a sensori specifici che rimandano i valori raccolti a un centro diagnostico. Le analisi saranno incrociate grazie all’Intelligenza Artificiale e ai Big Data e dove venissero identificate anomalie saremmo pronti a intervenire”. Una vera rivoluzione, dicevamo, perché mai come in questo momento il progresso tecnologico ‘diviene per tutti’.

Buona lettura.